È ora di un Patto economico di Paese | GEN
Mozione del 24.09.2012
Non evaso

Sono clemente con questo Governo perché ho visto i suoi limiti, non tanto dei singoli ma del “governare”, e per questo ritengo con la massima convinzione che se il Governo è in difficoltà o in un “impasse”, il Parlamento può e deve dargli una mano e sopperire là dove può far meglio. Dobbiamo fare qualche cosa.
Di mezzo c’è una vastissima categoria di cittadini, famiglie, lavoratori salariati, piccoli proprietari, artigiani, commercianti vari, albergatori, imprenditori di cui lo Stato non si occupa, non hanno diritto ai sussidi o agli aiuti pubblici, non si lamentano, non manifestano e non hanno lobby; per questo ci si dimentica facilmente di loro, salvo chiedergli di lavorare, produrre, pagare, crescere i figli e ubbidire alle leggi, subire le diseconomie dei mercati dopati. Sono loro a tenere assieme e mandare avanti grazie alle loro vite la comunità.

Non stiamo fermi ma facciamo qualcosa. Saltiamo la barricata istituzionale e proviamo a coinvolgere la società civile. Cosa impedisce ai politici eletti, ai responsabili di partito, ai dirigenti delle categorie professionali e dei sindacati, ai media di aprire gli armadi contenenti tonnellate di studi e ricette prodotte
nell ultimo decennio per il rilancio del cantone, e sceglierne alcune da concretizzare attraverso la via parlamentare tracciando una corsia urgente e preferenziale.
La mozione chiede al Governo di aprire formalmente un cantiere strutturato, organizzato e operativo per il rilancio economico.

Clicca qui per visualizzare la pagina con la documentazione.

Esito. La Mozione è tuttora inevasa.

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