Scuola pubblica: sia finalmente statale e privata | DECS
Iniziativa parlamentare generica del 23.09.2013
Evaso

Vi è un equivoco di fondo quando parlando di prestazioni, di servizi e di offerta pubblica, alla parola pubblica si associa direttamente e esclusivamente lo Stato come unico ente in grado di erogare tali prestazioni. Anche la scuola pubblica non sfugge a questa riduzione.

Sappiamo tutti che l’educazione pubblica è pubblica non perché è lo Stato ad offrirla ma è pubblica perché tutti vi possono accedere liberamente e senza esclusione, un bene pubblico appunto. Addirittura la scuola e l’istruzione non sono definite soltanto di interesse pubblico ma per i bambini e i ragazzi dai 4 ai 15 anni  sono addirittura obbligatorie. Se quindi vi è un servizio che oltre che pubblico è obbligatorio usufruirne, non si capisce perché, quando ad offrire lo stesso servizio sono anche enti privati (non statali), questi non sono ritenuti in modo adeguato utili, necessari e complementari all’offerta statale; e perché non possano godere anche finanziariamente delle stesse condizioni delle scuole statali.

L’iniziativa chiede che sia studiata e proposta una soluzione in una delle seguenti direzioni per le famiglie che scelgono le scuole private:

  • le rette o una quota di esse pagate dalle famiglie alle scuole private possono essere direttamente deducibili fiscalmente dal loro reddito imponibile;
  • subordinatamente che le rette o una quota di esse possano essere aggiunte alle attuali deduzioni per figli;
  • subordinatamente che le rette possano essere deducibili fiscalmente considerandole liberalità donate ad enti di pubblica utilità, permettendo il superamento della soglia percentuale massima di liberalità.

Clicca qui per visualizzare la pagina con la documentazione.

Leggi l'articolo apparso sul CdT il 22 ottobre 2016.
Leggi l'articolo apparso sul GdP il 22 ottobre 2016.

Esito. Dopo un anno di dibattimenti e rimbalzi tra la Commissione scolastica e quella tributaria, il 21 ottobre 2016 la Commissione tributaria ha firmato un rapporto di maggioranza contrario (redatto dalla socialista Pelin Kandemir Bordoli) e uno di minoranza favorevole (redatto da Paolo Pamini). L'Iniziativa è stata evasa il 22 novembre 2016.

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