Basta sussidi all’economia
25.01.2017 - Sergio Morisoli

Il vero patto del rilancio dovrebbe essere così: Stato tieniti i 160 milioni di franchi che spendi a quadriennio per  l’economia, ma liberaci dai 160 articoli di legge che ci soffocano. C’è una parte dell’economia che è in assistenza pubblica, proprio come le persone. Significa aziende che vivono di aiuti, sussidi e interventi diretti o indiretti dello Stato, è abituata a ricevere soldi dalla mano visibilissima della politica e sa che può contare sulla generosità dei contribuenti quasi all’infinito; o meglio, fintanto che ci saranno delle leggi economiche di ridistribuzione di soldi pubblici che finiscono nelle casse di queste aziende, enti, promotori ecc. Significa che aziende sane, che fanno utili, che pagano le imposte sussidiano quelle  aziende spesso decotte, non competitive o di buona speranza  e che tirano a campare. Parentesi: gli artigiani e le piccole imprese non ricevono mai nulla, chiusa la parentesi. E’ giusto continuare a dare direttamente 160 milioni di franchi ogni quadriennio, quindi in media 40 milioni all’anno all’economia e a chi fa piani statali (invano) per promuoverla? La mia risposta è no, non è più giusto. Le leggi di politica regionale, dell’innovazione economica, del turismo e del rilancio dell’occupazione costano in aiuti diretti ca.160 milioni a quadriennio (vedi crediti quadro votati). L’economia ticinese produce un PIL suppergiù di 28'000 milioni l’anno (28 miliardi). I 40 milioni all’anno dati dal Cantone all’economia sono lo 0.14% della ricchezza prodotta, una somma infinitamente piccola. Siamo seri, da una parte non è questo importo che genera il famoso effetto moltiplicatore; dall’altra, nessun imprenditore serio decide di investire se lo Stato gli dà la mancia o no, per questo ci sono le banche che lo sanno fare meglio. Questa goccia è onerosa per i contribuenti, ma ha un impatto assolutamente ininfluente: non può essere che 1 franco dato dallo Stato all’economia ne produca 700 (40mio su 28 mia), sarebbe magia pura o la formula per vincere al lotto ! Allora? Che ne dite se proponessimo un vero patto economico tra Stato e economia? L’economia accetta di non più ricevere i 160 milioni a quadriennio, ma in cambio esige che siano abolite 160 norme di legge, regolamenti cantonali che le impediscono di funzionare. Togliere articoli che impediscono a chi ha voglia di fare di fare, e tagliare articoli che penalizzano le aziende e il mercato locale. Nelle oltre 900 leggi e regolamenti in essere nel Canton Ticino, potete far passare tutta la Raccolta Leggi del Canton Ticino (c’è in internet),  scoprirete sempre qualche articolo che zavorra, ostacola o penalizza l’economia: o con un qualche prelievo di soldi, o con una qualche burocrazia o con un qualche proibizionismo. Il patto è: politici non inventate piani di economia sovietica e non dateci soldi dei contribuenti, ma tagliate leggi e lasciateci lavorare ! Il patto è chiaro, ma fa paura: a chi è abituato a ricevere, alla burocrazia ridistributiva, a certi politici e alle loro clientele e forsanche alle organizzazioni economiche madrine di ridistribuzione per qualche loro socio. Se si trovassero e si abolissero  quei 160 articoli (magari anche di più…) che ostacolano l’economia e il libero mercato, sono certo che per l’economia sarebbe un beneficio generale e meritorio ben superiore ai 40 milioni annui  di cash oggi ridistribuiti a pochi . E poi una parte dei 160 milioni risparmiati potrebbero diventare sgravi fiscali e riduzioni di tasse per tutti migliorando il nostro potere di acquisto domestico.

 

Sergio Morisoli, deputato e presidente di AreaLiberale

GdP Economando,  25 gennaio 2017

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