Protezione giuridica degli animali
30.01.2017 - Sergio Morisoli



  • Perché non serve una protezione giuridica degli animali?

Perché sono, appunto, degli animali, incapaci di intendere e volere, contrariamente alle persone. Perfino l’antico diritto romano prevedeva già delle norme ben distinte per le persone, per le cose animate (animali) e per le cose inanimate (oggetti). Era più evoluto di quello che si vuole proporre parificando praticamente persone e animali a livello di soggetti di diritto. Ci sarà poi un Tribunale degli animali? E per parità delle corti di animali che giudicheranno gli uomini? Prevale una lettura estremista e storta dei diritti e dei doveri, delle libertà e delle responsabilità oltre che tra persone e persone, adesso anche tra persone e animali.

  • Cosa la infastidisce in particolare di questa proposta?

Il pensiero debole che la veicola. Che va a rafforzare la tendenza tanto banale e grezza, quanto pericolosa di animalizzare le persone e di personificare gli animali. L’estremismo costituzionalista (se un principio non è nella Costituzione non vale), l’enunciazione di una verità ultima senza lo sforzo e la fatica di metterla in dubbio. Un giorno ci denunceranno perché diremo “porco can”  e ci metteranno in prigione per cannibalizzazione quando mangeremo un coniglio.

  • Le leggi in vigore li cautelano già a sufficienza, o magari anche eccessivamente, secondo lei?

         Sono adeguate e ragionevoli. Purtroppo siamo nel pieno boom dei diritti         a gogo; ormai singoli bisogni, desideri e perfino capricci vengono elevati a diritti, poi leggi, poi uffici, poi controlli statali. I politici “bravi” e        “progressisti” sono solo quelli che dicono si a tutto. Pochi si pongono         domande quanto l’attuazione, la garanzia, il costo e la riduzione di          libertà per tenere in piedi diritti di “pancia” o alla “moda” di questo       genere. Se siamo al punto di dover  fare leggi per voler  bene a un          animale, per trattarlo bene e per affermare che è una creatura, allora mi          sa che non siamo lontani dal dover fare una legge per affermare chi è        una persona! O come diceva Chesterton: per sostenere che le foglie     d’estate sono verdi.

  • A livello nazionale il popolo ha detto seccamente no alla proposta di istituire l’avvocato degli animali. Teme si voglia fare rientrare dalla finestra quanto è stato buttato fuori dalla porta?

Non temo l’avvocato degli animali, sarebbe solo un avvocato in più. Temo la mentalità regolatrice e  liberticida che spegne il buon senso delle persone, quello che precede le leggi statali.

 

Nel corso del dibattito in Parlamento il Governo ha detto che il rischio è di creare nuova burocrazia e ulteriori oneri. Allora, per una volta, lei si trova in linea con la posizione dell’Esecutivo?

Altre volte mi sono già trovato in linea con il Governo, facciamo opposizione critica non demolitrice. Il Governo però ha banalizzato parlando solo di costi e burocrazia.

 

  • Come si spiega i numerosi sì piovuti in Gran Consiglio? Paura di urtare qualche sensibilità o dobbiamo ritenere che il Legislativo abbia una marcata sensibilità per gli animali?

Sono dei SI che confermano la confusione, presente in molti dossiers non solo in questo degli animali, per ciò che concerne la gerarchia naturale tra persone, animali e cose, diritti e doveri, libertà e responsabilità.

 

Ma perché nel segreto della busta di voto l’esito dovrebbe essere differente?

Molti vogliono sentirsi un po’ più buoni votando cose del genere.

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