Economia e traffico a fisarmonica
03.02.2016 - Paolo Pamini

Le strade sono oggi sulla bocca di tutti i politici ed economisti, si pensi solo al raddoppio del Gottardo oppure alla tassa ticinese sui parcheggi contro cui sono state in poco tempo raccolte 24'016 firme. La strada non è tuttavia solo questione di attualità politico-economica, ma un interessante ambito che illustra intuitivamente come funzionano le dinamiche economiche e le istituzioni. In fondo, è uno dei luoghi esemplari dove migliaia di persone volenti o nolenti interagiscono e devono coordinarsi più o meno autonomamente.

Pensiamo proprio al dibattuto tunnel del Gottado, dimenticando un attimo la questione del raddoppio e concentrandoci sul traffico a singhiozzo che ogni tanto si crea nella galleria benché non vi sia alcun incidente. Talvolta, capita addirittura di doversi quasi fermare per poi accelerare e proseguire normalmente, senza reali problemi al di là del rallentamento. Perché i guidatori non viaggiano semplicemente a velocità costante evitando l’effetto fisarmonica? Potrà stupire, ma questo fenomeno, nel suo piccolo, illustra come un’intera economia può entrare in oscillazioni congiunturali anche in assenza di particolari shock esterni, come guerre o epidemie. In fondo anche l’economia di un Paese “viaggia” ad una velocità media, talvolta accelerando e talvolta rallentando.

Torniamo alla galleria. Quando guida, una persona deve comportarsi in base a quanto succede attorno a lei. Può vedere solo fino a 2 o 3 automobili più in là e cerca di mantenere una distanza di sicurezza dal veicolo che la precede, pena un incidente. Se per qualche motivo un’auto frena o rallenta bruscamente per poi riaccelerare, anche l’auto dietro di lei è costretta a frenare e riaccelerare, e così via. Per quanto autonomi, gli autisti sono interdipendenti. La fisarmonica ha preso avvio. Fintanto che il traffico è leggero, è sufficiente un po’ di distanza tra un veicolo e l’altro per permettere a quello dietro di proseguire ad una velocità abbastanza sostenuta senza scontrarsi con quello precedente e senza rallentare bruscamente; la fisarmonica sfuma rapidamente e l’auto che passerà pochi minuti più tardi non osserverà più nulla. Quando invece il traffico è intenso e le distanze tra i veicoli si limitano a quelle di sicurezza, il fenomeno del traffico a fisarmonica può prendere rapidamente forma e durare anche ore, smaltendosi solo con il calare dell’intensità del traffico.

La ragione del traffico a singhiozzo sta nel fatto che, benché la carovana di auto nel tunnel sia un fenomeno che possiamo considerare nel suo complesso, le azioni di ogni guidatore si basano su quelle dei pochi guidatori che lo precedono e che lui può osservare. Piccoli turbamenti tra poche auto possono scatenare fenomeni che toccano tutta la carovana. Il simile andamento a singhiozzo del prodotto interno lordo di un Paese fu modellato, su ispirazione di Alvin Hansen, da Paul Samuelson, il secondo economista nel mondo a ricevere il premio Nobel nel 1970. Nel cosiddetto modello del moltiplicatore-acceleratore, a determinate condizioni un’economia può sviluppare autonomamente cicli di espansione e recessione attorno ad un trend in crescita anche senza turbamenti esterni.

Cosa succederebbe se lo Stato obbligasse le auto a viaggiare a 140 km/h nel Gottardo? Nel prossimo Economando, la metafora del tunnel mostrerà gli effetti di alcune politiche interventiste. Altri utili esempi stradali con semafori e rotonde illustreranno il ruolo di diverse istituzioni nell'interazione tra soggetti autonomi ma interdipendenti.

 

Paolo Pamini
ETHZ e Liberales Institut

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