Noi sbagliamo, i frontalieri ne approfittano
11.02.2015 - Sergio Morisoli

Chiariamo subito. Il contingentamento del 9 febbraio 2014 e l’iniziativa popolare ticinese dell’UDC “Prima i nostri” sono convinto siano due cose necessarie e utili. Sono misure per salvare il salvabile del nostro benessere individuale e della nostra prosperità economica. Sono certamente delle misure reattive, forse anche drastiche ma anche l’ultima possibilità per il popolo di reagire e di difendersi. A tutti piacciono le misure creative, le misure orientate al futuro, le aperture, ma in certe circostanze difficili come quella che viviamo in Ticino prima occorre difendere il presente e poi progettare il futuro. Sono però convinto con la stessa fermezza che gli stranieri e i frontalieri non siano la causa dei nostri problemi. Loro sono caso mai l’effetto, la conseguenza di un disastro politico e economico sviluppatosi negli ultimi 10 anni. Loro stanno approfittando di nostri diversi errori. Quali? Il primo è da iscrivere all’assenza totale di una politica estera volta a difendere l’unicità del modello svizzero (economia solida, democrazia diretta, federalismo, debiti e tasse limitate, sovranità del popolo). Ma il peggio è che il Consiglio federale, la deputazione ticinese a Berna e il nostro Governo non hanno fatto nulla per approfittare delle clausole particolari previste nei Bilaterali, che prevedevano delle possibilità di correzione ( periodiche) di alcune parti degli accordi prima che diventassero definitivi. La politica ticinese non è mai stata in grado, non ha mai voluto, allarmare Berna sulle conseguenze dei bilaterali per il Ticino. Ha preferito parlare astrattamente dei potenziali benefici e negare invece la concretezza quotidiana degli svantaggi (li vediamo e li conosciamo tutti). Ma l’errore più grave è di politica economica cantonale. Per cominciare non si è voluto ammettere e non si ammette tuttora che il mercato del lavoro è distrutto. La ragione è molto semplice non è più un mercato. Le condizioni di partenza affinché domanda e offerta possano giocare equamente sono distrutte. Come si fa a chiamare mercato del lavoro un luogo in cui 4 milioni di italiani confinanti possono, per legge, prendersi 200'000 posti di lavoro? Si può chiamare partita di calcio una cosa in cui da una parte ci sono 11 giocatori e dall’altra ce ne sono 220 ? La politica ha fallito totalmente nel trovare i rimedi per mantenere un mercato sano, non solo per i ticinesi ma sano nel suo funzionamento. Un altro colossale errore è quello di aver dimenticato di accelerare e potenziare le scelte di politica economica per la crescita. In 10 anni dall’entrata dei bilaterali non si è prodotto nulla! Non si chiede l’interventismo socialista, si chiedono misure che rafforzano il nostro vantaggio competitivo. Nel 2012 proponevo con una mozione (ma anche altri hanno fatto diverse proposte) di creare un fondo di 400 milioni di franchi chiamandolo futuro. Serviva per finalmente a modernizzare lo Stato e per investimenti innovativi in settori d’avanguardia e per richiamare ticinesi formati e qualificati a tornare in Ticino, nonché per attirare grossi investitori privati. Il Governo mi ha risposto settimana scorsa (28 mesi dopo) che non si può, o che stanno già facendo (!sic). No ! 400 milioni da ammortizzare su 10 anni, a favore di 360'000 ticinesi sono troppi; ma ricordiamoci che Governo e Parlamento (partitismo) in questa legislatura hanno votato bellamente ca. 45 milioni all’anno per 25 anni, 1'125 milioni per risanare i conti della Cassa Pensione dello Stato a favore di 10'000 dipendenti.

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

 

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