Il contagio prosegue
26.02.2014 - Sergio Morisoli

Dopo molti tentativi per fare in modo che gli Stati abbiano finanze sane, tramite limiti economico matematici fissati a priori e centralmente, la realtà dimostra un panorama desolante . Il compito di pressare la vita di milioni di persone in queste scatole è assunto da organizzazioni non votate democraticamente, due in particolare: il Consiglio UE e la Banca centrale. Il ruolo delle banche centrali nel disegnare il futuro delle nazioni è ovunque impressionante. Da regolatori del mercato monetario si sono ormai erette a veri e propri sovrani in materia di finanza pubblica e di politica economica scalzando ogni Governo da questo ruolo. Il disastro ha origine nel fatto che, oltre ad essere degli organismi inappellabili da parte del popolo, hanno il monopolio di scelte monetarie che ormai sono viepiù vere e proprie scelte economiche sottratte alla politica dei singoli Stati. In altre parole, moneta centralizzata e politica economia imposta ai Paesi con la forza dei criteri e dei rating finanziari. In questo senso si è visto che la finanza centralizzata ha potuto far fuori il governo greco di Papandreu e far dimettere quello di Berlusconi in Italia senza nessun golpe; il braccio di ferro tra Francia e Germania e tra Inghilterra e Germania sarà il prossimo round. Queste brevi righe, semplificate, per dire che la sovranità della Svizzera passa anche attraverso al fatto di avere: una moneta propria, un federalismo fiscale accentuato, e la democrazia diretta in materia di spese e tasse pubbliche. Non è quindi un caso se la Svizzera tra i Paesi altamente sviluppati è l’unico ad avere i conti in ordine. I conti in ordine della Confederazione e di molti Cantoni lo sono non perché qualcuno dall’alto ha deciso che lo devono essere, non perché qualcuno ha trovato una formula matematica magica e virtuosa alla quale sottomettere la vita dei cittadini. No, al contrario, i conti tornano perché ogni cittadino si sente responsabilizzato a fare il passo secondo la gamba, e da sempre diffida creativamente dalla propensione a spendere dei governi, e controlla che la politica faccia ciò che il popolo decide e non il contrario. Gli svizzeri si fidano di più dei cittadini che dei governanti. Questa forma mentis e di cultura elvetica è difficilmente esportabile in Paesi abituati a mettere la loro vita nelle mani della politica e di governi centralisti. Purtroppo però il germe di costruire sistemi perfetti e buoni affinché i cittadini non si sentano più responsabili finanziariamente di ciò che decidono per sé e per gli altri sta entrando anche nel nostro Paese. Nessuno ci invade, ciò avviene in modo dolce. Dall’assorbire automaticamente nel nostro diritto norme europee senza nemmeno poter dire amen ( e sono centinaia ogni anno!), dal conformare uno strumento banale come la contabilità nazionale a quella dell’UE, dal comparare i nostri risultati economici e finanziari con i famosi criteri ghigliottina dell’UE, dall’utilizzare il linguaggio e la logica economica interventista dei poteri forti finanziari e di ragionare secondo quegli schemi nei nostri atenei. Ma anche a livello del nostro piccolo Cantone, cos`è l’idea del moltiplicatore automatico di imposte se non il tentativo di imporre dall’alto un sistema perfetto, partendo dall’aritmetica contabile? Cos’è se non una regola fatale con la quale nella Costituzione si radica il principio che le casse dello Stato vengono prima di quelle dei cittadini e delle aziende, che le spese decise dai politici sono migliori delle decisioni di spese private? Ricordiamoci nell’UE i cittadini non possono decidere né spese né imposte, ma le subiscono, e si vede.  

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

 

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