I buchi ci sono e si vedono, il trucco per tapparli pure!
02.07.2013 - Sergio Morisoli

Non si può discutere di economia senza toccare il tema dei conti dello Stato. Il progetto di preventivo 2014 del Cantone paventato dal Governo settimana scorsa è desolante: circa 300 milioni di buco. Chi si stupisce e si straccia le vesti, probabilmente segue poco la politica finanziaria fuori dalle date di preventivo e consuntivo. I partiti, i gruppi parlamentari e il Governo invece, da anni, passato più volte per un soffio il pericolo della bocciatura del Preventivo a dicembre, per il resto dell’anno di conti e di casse pubbliche se ne dimenticano con piacere. Non deve essere il deficit a stupire, ma molto di più il non controllo della finanza pubblica da parte dei politici. Sia chiaro non delle entrate, bensì delle spese. Già i primi segnali di scaricamento di colpe tra partiti si intravvedono: tra chi ha preso il potere e chi l’ha perduto, tra chi potrebbe fare ma non fa e chi potrebbe sapere come fare ma no lo dice. Il derby Lega – PLR per il 2015 non faciliterà per nulla la correzione del disavanzo, anzi…lasciamo a chi ha la responsabilità di Governo con i rispettivi partiti l’onere e l’onore di trovare qualche correttivo. Personalmente la vedo molto molto grama e dura scovare una correzione di circa 180 milioni in un colpo come si dice. Si sapeva da anni che saremmo arrivati a questo punto: spesa monolitica in costante crescita e tesoretto buttato al vento. Ora non si sa come curvare i costi verso il basso e non c’è più il tanto ridicolizzato tesoretto (grazie agli sgravi fiscali) che da oltre 5 anni a questa parte salvava capra e cavoli. Il Dipartimento prima e il Governo poi, in verità, l’hanno vista che andava finire in questo modo. Infatti un paio di anni fa hanno votato all’unanimità (leghisti compresi) una legge per contenere il deficit. Fosse così non sarebbe male, invece il deficit in base a questa legge lo si vuole correggere aumentando le imposte con un sistema cinico e baro: il moltiplicatore cantonale automatico di imposte. In pratica anziché agire sulle spese si mettono le mani nelle tasche dei cittadini e delle imprese facendogli pagare più tasse. La logica è la seguente. Se la politica spende e spande ma non sa poi far quadrare i conti, allora è normale che sia il contribuente a sanare i conti pagando più imposte. Il rimedio è cinico e baro, proprio perché non saranno quei politici eletti che usciranno sul balcone di palazzo, con volto e nome, a dire: abbiamo consumato tutti i soldi che ci avete dato, ora vi obblighiamo a darcene di più. No, sarà un sistema. Un sistema perfetto al punto tale da assomigliare ad un plotone di esecuzione. Si sa, il plotone spara ma non si saprà mai chi ha ucciso: tutti colpevoli e tutti innocenti al tempo stesso. Il moltiplicatore di imposte cantonale è la disfatta della responsabilità politica delle finanze. Sarà un sistema aritmetico, una macchina, un pc senza possibilità di appello a dire al suddito che il regnante ha bisogno di più soldi. Il regnante non dovrà nemmeno più affacciarsi a chiederli, a giustificarsi, a convincere. Il regnante è riuscito: a scansare la fatica della parsimonia, l’onta della questua e ovviamente a non mettersi in discussione . Il modello, va pur detto per dare a Cesare quel che è di Cesare, è stato ideato dai radicali, appoggiato appieno dai socialisti e sarà sostenuto in parlamento dai socialisti nascosti in ogni gruppo parlamentare. La via breve e finta del risanamento finanziario facendo pagare chi non ne può nulla, sistema baro e cinico, è molto attrattiva purtroppo per molti che preferiscono il potere alla politica di servizio. E’ l’inizio del governare con sistemi talmente perfetti che l’uomo non dovrà nemmeno più essere buono. La fine dei sistemi perfetti degli algoritmi del mondo finanziario non ha insegnato nulla al mondo politico, alcuni si credevano migliori e oggi per questo dimostrano di proporre sistemi migliori.

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

 

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