Le condizioni quadro non sono astrattismo
03.09.2014 - Sergio Morisoli

Il grande economista tedesco Wilhelm Röpke, fu consigliere economico di Adenauer e del Governo Erhard nel periodo di ricostruzione della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Aveva un debole per il modello politico economico svizzero. Con tutto rispetto per le proporzioni, se ci mettiamo la situazione ticinese possiamo derivare alcune considerazioni dal suo insegnamento. E’ indubbio che stiamo soffrendo (economicamente) come è indubbio che non ci sia nessun progetto politico (forse meglio così…) che prospetti una via d’uscita. Allora non ci resta che valutare le fondamenta sulle quali occorrerebbe organizzare la nostra piccola ricostruzione, o rilancio ticinese. Gli elementi di base che sono necessari allo sviluppo economico e al prosperare di un’economia di libero mercato non sono in buona salute. Röpke scrisse un’opera “Aldilà della domanda e dell’offerta” nella quale evidenziava come fossero le premesse non puramente economiche le attrici importanti della ripartenza. Per farla corta mi permetto di schematizzare e caricaturizzare le nostre condizioni attuali. Famiglie: penalizzate La famiglia non è più riconosciuta come la cellula fondamentale, primaria e libera che tiene assieme la società. E’ diventata solo una opzione tra molte a causa del relativismo del ruolo uomo donna, dell’ideologia gender, del libertinismo dei costumi, di modelli di famiglia aperta/patchwork premianti. Alla famiglia va via via sostituendosi lo Stato con leggi e soldi che favoriscono la famiglia come cellula unicamente procreatrice ma non più educatrice e accuditrice. Fiscalmente le famiglie tradizionali sono penalizzate. Aziende serie: demonizzate Le aziende, e l’imprenditoria e il lavoro in generale, sono diventate un male necessario (di marxiana memoria). Per questo la politica non valorizza più il fare e il rischiare, ma le vuole tenere sotto controllo. L’imprenditoria è nella migliore delle ipotesi tollerata ma non riconosciuta. Contribuenti: strizzati Basta dire che da 12 anni non ci sono più sgravi fiscali né per le persone fisiche e né per le imprese. Il contribuente è uno strumento per riempire le casse, il moltiplicatore e le proposte di aumentare le tasse e i balzelli lo confermano. L’8% dei contribuenti paga il 50 % delle imposte ! Chi riceve è più numeroso di chi paga. Ceto medio: dimenticato Chi non beneficia di sussidi, chi dipende dal mercato per ricevere il salario e non chiede nulla allo Stato (circa 140'000 cittadini), non genera interesse tra chi fa le leggi e spende i soldi pubblici. Per contro deve pagare e nulla pretendere. I piccoli artigiani e commercianti tirano la cinghia pur di mandare avanti lavoro e dipendenti. Proprietà privata: punita I sussidi e gli aiuti vanno a beneficio di chi non è proprietario, chi è proprietario con sacrifici anziché essere lodato è ritenuto un privilegiato siccome possiede quando altri non possiedono. Per questo aumentano le stime immobiliari, i balzelli sulla proprietà privata al punto tale che chi non ha nulla sta meglio di chi ha qualcosa. Mina alla radice l’attaccamento ad un posto, ad una terra. Bilaterali: subiti Inutile dire che i trattati con gli altri Stati li stiamo subendo perché non siamo capaci di produrre una politica estera attiva, ma solo reattiva. Stato: costoso L’efficienza e l’efficacia dell’intervento dello Stato non è mai messo in dubbio, come mai sono prese in considerazioni opzioni di rinuncia di compiti statali o di delega ad altri enti meno costosi. Tutte le imposte pagate dai cittadini non bastano per fare le paghe ai dipendenti dello Stato.

 

 Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

 

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