Lo Stato sarebbe controllabile
15.11.2014 - Sergio Morisoli

Un po’ qui e un po’ la quando si tratta di capire cosa fa lo Stato, come lo fa e quanto costa a farlo, ogni tanto emerge lo scoramento, la frustrazione o lo smarrimento. Molti dicono che occorrerebbe un’analisi, che mancano dati e via dicendo. Si potrebbe dire: lo Stato è complesso allora complichiamolo un po’ con i dati. Dal punto di vista finanziario per chi è un po’ pratico e si occupa di politica e vorrebbe iniziare a capirci qualcosa i dati non mancano. La scusa che senza dati non si può intraprendere qualcosa nell’analisi dei compiti o della riduzione della spesa non regge. Una volta all’anno vengono pubblicati il “librone del Preventivo” e il “librone del Consuntivo”, sono due documenti di circa 500 pagine l’uno, raccolgono i costi e i ricavi dei vari Uffici dello Stato (in termini tecnici dei centri di costo) che sono oltre 300. Da qui si ricavano solo numeri che in sè dicono poco se non paragonati nel tempo o incrociati tra di loro; è un lavoro impegnativo e nelle commissioni parlamentari lo si fa poco. La spesa si incrementa anche perché, sfogliando il “librone” ci si annoia, è un lavoro da vicolo cieco, ma intanto piccoli aumenti capillari che non sembrano interessare, alla fine però fanno che la crescita di spesa è di circa 100 milioni all’anno. Da un anno a questa parte per iniziativa del DFE (complimenti) è prodotto anche un libro di circa 200 pagine che si chiama “ Rapporto conti previsionali”. Sono 180 schede che tentano di spiegare un po’ di più i numeri crudi dei due “libroni” detti poc’anzi; oltre ai numeri ci sono alcune frasi e alcune informazioni in lingua. Per completare il quadro dei documentoni ufficiali e standard che lo Stato edita annualmente vi è poi il famoso “Rendiconto annuale del Consiglio di Stato” che si compone di un primo volume di 288 pagine descrittivo di ciò che i vari uffici hanno fatto, e di un secondo volume statistico di 246 pagine che propone una lettura numerica del primo volume. E’ una pubblicazione tanto interessante quanto assolutamente non letta. Peccato, perché spesso chi li scrive ( l’amministrazione) si lascia andare all’oggettività e gli scappa qualche bel commento. All’inizio degli anni 2000 questo Documento non fu distribuito a nessuno per una dimenticanza; ci si accorse l’anno dopo vedendo le palette in magazzino…Poi c’è l’annuale Aggiornamento delle Linee direttive e Piano finanziario con circa 300 pagine. Con questi quattro documenti di base e formali (Consuntivo, Rapporto conti, Rendiconto e Aggiornamento annuale) si hanno in totale circa 2’000 pagine all’anno che descrivono chi, cosa quando e come lo Stato spende. L’editore (il Governo e l’Amministrazione) evidentemente non fa una lettura critica dei propri dati, non descrive gli effetti collaterali ma tutt’al più li giustifica. Oltre a tutta questa carta Statale ci sono poi le pubblicazioni Dipartimentali che continuano a crescere e che in apparenza dovrebbero darci ancora più informazioni e invece sono solo giustificazioni più maliziose della spesa in crescita. L’avete capita, non è un problema di dati, sono fin troppi. Per sanare i conti occorre scegliere qualche dato, qualche settore e andare a fondo. Significa fare una selezione, certo potrebbe essere arbitraria, ma occorre iniziare. Siamo ormai partiti in campagna elettorale e nei prossimi mesi i politici ci elencheranno, altri dati, il riassunto del loro impegno: nuove leggi, nuovi regolamenti, nuovi studi, nuovi interventi, nuovi uffici, nuove assunzioni, nuovi lavori. A me piacerebbe invece che almeno una volta ci dicessero ad esempio che : hanno abolito 10 Leggi su 900; hanno tolto 300 articoli, hanno ridotto regolamenti e burocrazia, hanno prodotto la metà di perizie e studi. Non succede mai. Purtroppo gli elettori premiano e i partiti promuovono chi aggiunge cose e spese allo Stato, non chi vuol togliere e ridurre.

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

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