Economia e campagne elettorali
15.10.2014 - Sergio Morisoli

Le campagne elettorali servono non solo per presentare candidati, karaoke, lunapark, eccetera per aumentare le percentuali di partito e quindi le sedie del potere; se ben fatte dovrebbero essere focalizzate per individuare problemi, per aggregare cittadini a proposte di soluzioni. L’economia di questo cantone è troppo impregnata e zavorrata di politica statale per pensare di rilanciarla senza un intervento forte per ridurre i lacci e le corde che la imbrigliano. Ma non basta intervenire in senso stretto su alcune faccende (orari di apertura, posteggi ecc…), occorre un quadro di riferimento più ampio. Non parto da numeri da statistiche, da studi ma dalla semplice osservazione della realtà. Intanto è importante individuare i nemici del rilancio competitivo che non sono persone ma fatti, cioè sono situazioni concrete che si sono sedimentate negli ultimi anni. Citiamone alcune: la burocrazia e i regolamenti che intralciano chi vuole fare e intraprendere, l'insicurezza nelle zone di confine, gli attentati alla piazza finanziaria ticinese e al nostro segreto bancario, l'aumento della disoccupazione giovanile, gli intasamenti stradali e la mobilità ridotta, la paralisi della politica fiscale equa e attrattiva, l'incapacità di attirare nuove attività produttive, la mancanza di idee per rilanciare l'educazione, l'assenza di una politica estera efficace, la dimenticanza e la deturpazione della bellezza, il consumismo pubblico, i bisogni singoli trasformati automaticamente e frettolosamente in diritti collettivi, la mancanza di un Governo che governi, il tassa e spendi congiunto allo spendi di più anziché lo spendi meglio, l'attacco plurimo e incessante alla proprietà privata, la demonizzazione dell'economia di libero mercato, il paternalismo e l'ingerenza sproporzionata dello Stato. Questi nemici provocano un effetto dirompente sul vivere civile, sul benessere e la prosperità di questo Cantone. Non sono fantasmi che possono produrre pericoli remoti, tant’è che i primi seri effetti concreti sono visibili per molti. Famiglie: penalizzate. Aziende serie: demonizzate. Contribuenti: strizzati. Ceto medio: dimenticato. Proprietà privata: punita. Bilaterali: subiti. Stato: costoso. Una campagna degna di questo nome dovrebbe aggregare i cittadini nel dibattere di soluzioni contro le cause e gli effetti di questa situazione che si sta creando. Alla politica e ai partiti tocca il compito di tracciare delle soluzioni per invertire la rotta e frenare il declino incontrollato. Sembrerebbe un discorso pessimista, ma non lo è. E’ di speranza, cioè che qualcuno possa fare meglio di ciò che non si è fatto finora. Solo partendo onestamente dalla realtà per quella che è potrebbero nascere idee e correttivi adatti a rivalutare la politica. Ognuno faccia onestamente la sua parte secondo le sue sensibilità politiche e partitiche. Da parte mia penso che l’impiego di strumenti e misure liberalconservatrici, cioè misure liberali in economia e posizioni conservatrici sui valori svizzeri, permetterebbero di affrontare le emergenze dette sopra con successo e di mettere in fuga qualche nemico. Questo l’approccio di fondo che mi parrebbe necessario per rimettere in sesto questo Cantone, le misure concrete in questa direzione, per chi ha pazienza, arriveranno in campagna.

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

 

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