Moltiplicare pani, pesci e imposte
06.04.2014 - Sergio Morisoli

Il 18 maggio prossimo sarà una domenica di votazioni federali e cantonali piena di temi importanti. Ce n’è uno cantonale particolarmente insidioso, quello di inserire nella costituzione il moltiplicatore cantonale di imposte. Purtroppo al cittadino non verrà chiesto in modo trasparente questo, ma utilizzando una perifrasi gli si chiede se vuole frenare i deficit del Cantone. Se si votasse davvero la fine dei deficit penso che la stragrande maggioranza dei contribuenti direbbe di si; vi è però un aspetto che non appare subito. Quello che per frenare i deficit non si interviene direttamente sulle spese, vera origine dei deficit, ma sull’aumento delle imposte proponendo il moltiplicatore cantonale delle imposte. In grande sintesi: se la politica, gli eletti e i partiti di Governo non sanno o non vogliono spendere meno e meglio, con questa votazione si danno e avranno in futuro la libertà di aumentare le imposte a tutti i contribuenti per coprire il buco. Basterebbe questo per dire quanto questa visione della finanza pubblica sia socialista, ma invece è di più, cioè è trasversalmente statalista siccome è stata votata e in campagna sarà difesa anche da PLR e PPD. Inutile dire che questa misura è quanto di più illiberale possa esistere: prima si riempiono le casse dello Stato, mentre i contribuenti, i cittadini e le aziende vengono dopo. Politicamente è indifendibile e insostenibile per chi vuole uno Stato efficiente, efficace e moderato nel suo intervento. Si passa dalla cultura dello Stato che tassa e spende (che è già grave) a quella peggiore dello spendo ora che poi ti tasso a piacimento. Tecnicamente la proposta fa acqua. Chi la sostiene ritiene questa misura “meglio di niente”. Per forza, siccome non sanno ridurre o bloccare le spese (da 15 anni ci tentano, con o senza road map), sono proprio quelli che vogliono farci votare l’aumento delle imposte per coprire la loro impotenza. Non è vero che non ci sono alternative. Se vogliamo rimanere nel modello aritmetico (x , :, -, +) invece di moltiplicare le imposte, bisognerebbe dividere la spesa in necessaria e in superflua, poi da quella superflua sottrarne una bella fetta e aggiungerne un po’ ai compiti necessari. Ma per fare questo ci vuole quello che gli attuali politici non hanno: il coraggio di fare scelte selettive. Ad esempio nel costo del personale che si aggira ormai a 1 miliardo annuale (!) bloccando tutte le nuove assunzioni di personale, non sostituire nessun partente, rivedere il concetto di aumenti annuali automatici di paga. Oppure nel campo dei sussidi dove si spende oltre 1 miliardo all’anno, ridefinendo i criteri e le chiavi di riparto e concessione, mettendo una scadenza alle leggi, verificando efficienza ed efficacia dei mezzi erogati. E altre cose, ma anche su entrate non da imposte dirette (utili BNS, ristorno imposta preventiva, quote federali varie assolutamente sproporzionate al ribasso verso il Ticino). Purtroppo il politico per essere eletto e rieletto promette e realizza la moltiplicazione dei pani e dei pesci, e poi deve però individuare a chi moltiplicare le imposte per pagare la sua generosità. Prima ti fa credere che i pani e i pesci sono gratuiti, poi il miracolo svanisce e viene a chiedere una legge per metterti le mani nelle tasche per saldare il conto del pescivendolo e del panettiere (magari di lui amici). A questo punto il primo passo è votare un bel NO il 18 maggio a questo trucchetto che libera i politici e incastra i contribuenti. Poi come ho proposto con una iniziativa parlamentare, se davvero vogliamo sanare i conti e dare il controllo ai cittadini, cercare di introdurre il referendum finanziario obbligatorio su certe spese dello Stato, come fanno già in 18 Cantoni. Ma ne parleremo ancora.

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

 

 

 

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