Consigli non richiesti
01.03.2014 - Sergio Morisoli

Mi fa paura il clima di pensiero unico che si sta accendendo in Ticino. Tutti colpevoli meno noi. Che in Ticino perfino i presidenti dei partiti di Governo, dopo la visita di Evelyne Widemr Schlumpf, diventino capi curva e si uniscano ai cori di chi pensa che la colpa sia solo e sempre degli altri, ma mai del non gioco dei propri giocatori e delle proprie tattiche; sinceramente con quello che dovremmo andare a negoziare ai tavoli che contano le premesse di successo non sono altissime. L’episodio acutizza un problema serio per il Ticino: quello dei partiti che hanno assimilato il metodo dello zapping. Quello che con un clic cambio la realtà. Cioè quello di iniziare ad affrontare un tema e poi mollarlo appena ne spunta uno che in apparenza tiene sintonizzato sul canale il maggior numero di spettatori. I facebook e i vari twitter non fanno altro che aggiungere velocità allo zapping. Come si fa a restare immuni a questo modo di far politica che sembra ormai un’asta pubblica, luogo in cui è noto che chi spara più alto porta a casa qualcosa. Come si fa a non farsi contagiare da questa follia se fra un anno c’è di nuovo la conta elettorale? Paradossalmente la vittoria del 9 febbraio ha messo in luce il vero problema di questo Cantone: l’annosa ormai cronica assenza di progettualità dei partiti in economia. Annoierò, ma l’ultimo sgravio fiscale fu progettato nel 2002 e l’ultimo documento, pur con tutte le sue lacune e presunzioni, per il rilancio economico fu il libro bianco del 1998. Da anni siamo colpevolmente reazionari. Il 9 febbraio il ceto medio si è fatto sentire. Ha utilizzato l'unico strumento a sua disposizione: il voto. Non ha votato contro gli stranieri, ha votato contro la politica e quindi lo Stato che da anni si dimentica di lui. Del ceto medio non se ne occupa nessuno. Ma chi è il ceto medio, il ceto dimenticato ? E' quello che si alza ogni mattina e va a lavorare da dipendente o da imprenditore o artigiano in proprio, che il suo futuro non dipende dallo Stato ma dai capricci del mercato o dalla frontiera, che non beneficia di sussidi perché è appena sopra ai limiti per riceverli, che paga imposte tasse fino in fondo, che ha figli diplomati ma disoccupati, che con fatica tira la fine del mese, che non può scappare altrove. Che dei bilaterali per ora vede solo la parte scura. E' una popolazione sempre più vasta, sempre più precaria. Si è fatto sentire, domenica. Ma qualcuno lo ascolterà ? E’ un problema serio di crescita economica, di allargare la torta affinché più persone possano essere incluse nel benessere e la prosperità, non quello di escluderne il maggior numero perché la torta si rimpicciolisce. Sono un esiliato (volontario) del PLR, e l’esilio ti dà il vantaggio di vedere le cose in modo più compiuto e distaccato. Questa prospettiva però addolora, perché un partito che ha fatto la storia di questo Cantone è ripiegato su sé stesso, insegue dei fuggitivi che non vanno da nessuna parte, è in balia degli avvenimenti anziché prendere la regia per determinarli e governarli. Non ha inseguito, sbagliando, la Lega degli anni migliori e lo fa tardivamente ora aggiungendo confusione a confusione. E pensare che il programma di partito del 2011 era ben fatto, forse il più liberale dal dopoguerra. Chi se lo ricorda e chi lo sta attuando? Oggi basterebbe riprenderlo, il Presidente è genuinamente un rottamatore (sostantivo divenuto politicamente nobile), ma l’apparato non vede nulla da rottamare all’interno. Basterebbe convincersi che perdere qualche punto percentuale non fa nulla, come non fa nulla rimanere ancora un quadriennio con un solo ministro se questo serve a compattarsi per fare una politica vera e generosa per il Paese. Chi dà consigli non richiesti, viene mandato a quel paese. Nessuno si scomodi ci sono già.

 

Sergio Morisoli
Gran Consigliere e Presidente di AreaLiberale

CHI SIAMO

COSA VOGLIAMO

A COSA LAVORIAMO

GINNASIO

CONTATTO

DIVENTA MEMBRO

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

TEMI STRATEGICI