Regole del gioco
27.05.2015 - Sergio Morisoli

Lo Stato ha due poteri enormi, legittimati dal Popolo ma enormi. Quello di decidere e imporre cosa, come e quando produrre servizi pubblici; e quello di prelevare e spendere i soldi per esercitare questo potere. A volte con l’andar del tempo nasce la necessità di riequilibrare la distribuzione di questo potere tra lo Stato e la Società civile. Vuoi perché la società civile ne ha delegato troppo allo Stato o vuoi perché lo Stato se ne è preso troppo. La quantità di potere lasciata o sottratta ai cittadini rispettivamente allo Stato è centrale nel nostro sistema elvetico fatto di Repubbliche cantonali. Siccome cosa mettere sul piatto della bilancia statale e cosa mettere su quello della società civile è un problema eterno (può andare dalla tirannia assoluta all’anarchia totale), eterno è anche il tentativo di trovare il riparto “meno peggio”. Sul finire della scorsa Legislatura il Gran Consiglio si è occupato di tre mie iniziative parlamentari che mirano a modificare le regole del gioco costituzionale proprio per riequilibrare la distribuzione del potere. La prima proposta del settembre 2012 era quella di introdurre nella Legge cantonale sui sussidi, il principio di sussidiarietà. Cioè fare in modo che la risposta ad un bisogno, e l’offerta di servizio pubblico avvenga il più possibile vicino a dove si presenta, favorendo dapprima l’iniziativa personale, poi quella della società civile e dei corpi intermedi, e solo poi quella istituzionale del Comune, del Cantone. Questo principio metterebbe chi affronta la revisione dei compiti dello Stato, nella possibilità di ridistribuire in modo moderno e diverso gli oneri, la libertà e la responsabilità nell’erogazione dell’offerta pubblica promuovendo efficienza, efficacia e maggior scelta. Il Governo nel febbraio 2014 si oppone a questa iniziativa, scrivendo che se proprio e se de del caso il principio dovrebbe essere inserito nella Costituzione. Nell’agosto 2014 la Commissione del Gran Consiglio a sorpresa e contrariamente al Governo presenta un Rapporto favorevole al principio di sussidiarietà così come esposto nell’iniziativa e propone al Parlamento di fissarlo nella Costituzione. Il 22 settembre 2014 il Parlamento cantonale vota e accetta l’inserimento nella Costituzione. Ora sarà il Popolo a decidere. La seconda iniziativa costituzionale che ho presentato e collegata con la prima, era quella di fare in modo che il Popolo fosse l’ultimo a decidere se concedere al Governo e al Parlamento di spendere delle somme sopra una certa soglia. Si tratta della formula del Referendum finanziario obbligatorio previsto in forme diverse già in 19 Cantoni. Il Gran Consiglio nel febbraio di quest’anno per 4 voti di differenza (PLR, PS, Verdi contrari) ha bocciato questa iniziativa. Prossimamente lanceremo la raccolta delle firme per una Iniziativa popolare in questa direzione. La terza iniziativa costituzionale ancora pendente, è quella di dare maggior voce al Popolo. Si tratta finalmente di abbassare in Ticino il numero di firme da raccogliere per i diritti democratici di iniziativa e referendum e di portarlo nella media dei Cantoni svizzeri e di allungare i tempi di raccolta. Oggi dobbiamo produrre in proporzione, da 2 a 3 volte più firme del resto dei Cantoni, e abbiamo 3 volte meno tempo per farlo ! Questi tre interventi costituzionali sulle regole del gioco fanno parte della Modernizzazione dello Stato, della decentralizzazione del potere e del rafforzamento della fiducia nei Cittadini; la politica ci rifletta.    

 

Sergio Morisoli
Deputato in Gran Consiglio e presidente di Area Liberale

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