Canone obbligatorio: pagare per non consumare?
31.05.2015 - Paolo Pamini

Sono contrario alla sostituzione del canone radiotelevisivo con un’imposta generale perché è ingiusta e dannosa. È infatti ingiusto pretendere che tutti paghino il servizio radiotelevisivo, compreso chi non ha una radio o un televisore e peggio ancora chi non sente, non vede, oppure non capisce le lingue di trasmissione. Il riferimento a smartphone o tablet è pretestuoso, non li si comprano per guardare la tele, e non è che per colpa loro l’acquisto di radio o televisori stia crollando. La proposta è pure dannosa, perché cementifica il servizio pubblico nelle mani dello Stato così come lo conosciamo da decenni senza alcuna garanzia di ripensamenti futuri. È poi proprio necessario spendere in diritti televisivi sportivi o per serie TV i soldi sottratti con la forza ai contribuenti? Non sarebbe meglio addirittura ridurre il canone? In sostanza la proposta è coerente con l’atteggiamento dello spendi e tassa che sta avvicinando la Svizzera ai paesi europei. Io non ci sto.

 

Paolo Pamini
Economista, ETHZ ed Istituto Liberale

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