Deducibilità delle spese di formazione
16.09.2015 - Paolo Pamini

Settimana prossima, il Gran Consiglio ticinese prenderà un’importante decisione per tanti 40enni e 50enni ticinesi che, messi alle strette sul mercato del lavoro, decidono di investire nella propria formazione e perfezionamento. Si deciderà infatti la soglia di deducibilità fiscale massima di tali spese.

La situazione è chiara: forse solo per mantenere il benessere acquisito, oggigiorno molti salariati devono continuare a frequentare corsi di perfezionamento. C’è anche chi per scelta o per necessità segue una nuova formazione. Fino a quest’anno, le spese di formazione o perfezionamento erano fiscalmente deducibili se reputate necessarie, per esempio come condizione per una promozione o a seguito di un licenziamento, di un infortunio o di una malattia. Corsi pagati dal datore di lavoro non costituivano un reddito imponibile, fintanto che risultassero sotto i CHF 12'000 annui. Dall’anno prossimo, le regole diventeranno in tutta Svizzera generalmente più generose. Da una parte, qualsiasi corso pagato dal datore di lavoro che abbia uno scopo formativo o di perfezionamento non costituirà per il salariato reddito imponibile, anche se si tratta di un master da CHF 50'000. D’altra parte, se sarà il salariato a pagarlo, lo potrà portare in deduzione fiscale fino ad una soglia di CHF 12'000 annui (ai fini dell’imposta federale diretta). La regola varrà da un diploma di grado pari alla maturità, per cui anche lo studente universitario potrà dedurre la retta da un suo eventuale reddito a tempo parziale.

E per le imposte cantonali? La logica sarà la stessa, dato che le Camere federali hanno modificato anche la Legge sull’armonizzazione delle imposte cantonali dirette, ma la soglia massima verrà appunto decisa proprio settimana prossima alle Orsoline. Nel quadro di un compromesso politico, quale non è dato a sapere, il vecchio Governo cantonale ha deciso di proporre una deducibilità massima di CHF 10'000 anziché CHF 12'000, come per l’imposta federale diretta. Chi scrive propone invece al Gran Consiglio di introdurre anche a livello cantonale la soglia di CHF 12'000 come quella federale.

Se CHF 2'000 di differenza sembrano pochi, bisogna capire chi sono i salariati che spendono i propri soldi per tenersi aggiornati o acquisire nuovo sapere. Dati alla mano, il Fisco cantonale stesso afferma che si tratta per lo più di salariati in là con gli anni. Sono in altre parole quei 40enni e 50enni che rischiano di farsi bagnare il naso dai neolaureati, più aggiornati e disposti ad accettare salari minori. Persone con famiglie a carico, che hanno raggiunto un benessere che non è affatto scontato mantenere. Nel suo messaggio no. 7089 al Parlamento, il Governo si spinge a dire nelle conclusioni che chi paga corsi relativamente costosi sono di norma persone con un grado di istruzione elevato e con un reddito mediamente più alto, lasciando intendere che essendo già benestanti possono in fondo permettersi di pagare qualche imposta in più. In realtà, se il 40enne o 50enne di cui sopra non si aggiorna e finisce col perdere il posto di lavoro, le imposte pagate spariscono ed i costi sociali esplodono. Il Parlamento farebbe pertanto bene a visualizzare le possibili conseguenze di una soglia di deducibilità più restrittiva, per di più incoerente con quella già decisa a livello federale.

 

Paolo Pamini
Granconsigliere, La Destra (AreaLiberale)

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