Lo Stato va modernizzato e integrato con la società civile
10.03.2015 - Paolo Pamini

Ciò che serve al Ticino oggi è molto semplice: finanze pubbliche sane e meno politica. Chiunque abbia mai parlato della Svizzera con uno straniero sa quanto la nostra fiscalità moderata, il rapporto cordiale con le autorità, le autonomie locali, la capacità di trovare soluzioni tra le parti senza invocare sempre lo Stato ci siano invidiati. Tutto ciò è possibile solo se lo Stato spende poco e bene.

Tutti critichiamo quegli spendaccioni di greci, portoghesi, spagnoli, italiani che rischiano il fallimento pubblico, ma forse pochi sanno che il cancro finanziario sta già infestando i conti cantonali con un debito pubblico cantonale che è passato da fr 1,2 mrd nel 2007 a fr 2 mrd oggi e che con questi ritmi toccherà fr 2,5 mrd nel 2018! Significa che oggi ogni residente in Ticino ha un debito pubblico di fr 6'000. Moglie, marito e due figli: fr 24'000 di debito pubblico!

Le cause di questo andazzo sono chiare: boccalino e mandolino in Gran Consiglio, party della partitocrazia e via spese su spese. Frutto non del caso, bensì pure delle volontà di Laura Sadis, eletta con voti socialdemocratici per scalzare nel 2007 il liberalismo coerente di Marina Masoni. Tant’è che appena eletta, nel 2008 Sadis fece ritirare il messaggio della Legge sul freno spesa, che avrebbe indicizzato le uscite del Cantone alle dimensioni dell’economia cantonale (PIL). Lo sostituì con il famigerato moltiplicatore cantonale, che nel nome della lotta all’indebitamento aumenta automaticamente le imposte. Prima spendo, e poi pure ti tasso. Oggi infatti l’obiettivo finanziario del Parlamento è diventato di indebitarsi non oltre ca. fr 130 mio. l’anno (per non far scattare il moltiplicatore), non quello di chiudere i conti in pareggio!

Forse è bene ricordare all’Associazione bancaria ticinese, AITI, Camera di Commercio Cantone Ticino, CATEF, o SSIC che nel 2008 si erano dette contrarie al moltiplicatore cantonale. Chissà allora che non decidano di coerentemente sostenere LA DESTRA, la nuova alleanza partitica liberalconservatrice che del congelamento della spesa pubblica e successivo abbattimento tramite riconsegna di compiti alla società civile (associazioni, fondazioni, imprenditori,…) fa bandiera. Non è normale che 180'000 contribuenti paghino imposte sul reddito insufficienti a coprire gli stipendi di 10'000 beati dipendenti cantonali col posto sicuro. Questa è la moderna lotta di classe.

Tagliare la spesa non significa cancellare servizi, bensì cercare nuove vie. Bisogna creare una rete di organizzazioni defiscalizzate che si impegnino a fare quello che oggi pretendiamo sia dello Stato. Fate un giro a Londra, e vedrete che a fine ‘800 scuole ed ospedali erano frutto di donazioni ed iniziative private. Lo Stato non va semplicemente abbattuto, bensì modernizzato e integrato con la società civile. Se lo facciamo, siamo pronti a bagnare il naso all’Europa ancora a lungo. In caso contrario, le saremo ancor più simili.

 

Paolo Pamini
ETHZ e Istituto Liberale

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