A2: E se da Chiasso a Lugano ci pensasse il privato?
08.04.2015 - Paolo Pamini

Le colonne di tutti i giorni nel Mendrisiotto gridano la necessità urgente di risolvere il problema del traffico in Ticino. Una proposta? Costruire, almeno tra Chiasso e Lugano Nord, un secondo piano di autostrada, raddoppiando la capacità.

Un aspetto fondamentale che dovrebbe far riflettere è che, in generale, si tende a condannare l’utente che usa troppo un servizio erogato dallo Stato, e si sognano multe o razionamenti. Per esempio, i cittadini sono degli scellerati che consumano troppa acqua potabile, oppure non risparmiano a sufficienza la corrente elettrica, vanno troppo dal medico, oppure studiano per troppi anni all’università. Nel mercato privato invece, nessun imprenditore condanna i propri clienti perché chiedono una quantità eccessiva del suo prodotto o del suo servizio, ma anzi con grande piacere espande la sua attività e magari abbassa a lungo termine anche i prezzi. Cablecom o Swisscom sono ben felici che il consumo domestico televisivo e di banda larga esploda.

Detto in altre parole, il problema delle colonne stradali è palesemente causato da un’offerta di capacità stradale (intesa come portata di auto all’ora tra i luoghi A e B) che non ha tenuto il passo con l’aumento della domanda. Come davanti ad un bancone, anche sulla A2 si formano le code nei periodi di massima domanda. Se avessimo un imprenditore stradale, egli farebbe due cose: differenzierebbe dapprima il prezzo (pedaggio) tenendolo caro nelle ore di punta e a buon mercato nelle altre, fornendo pertanto un incentivo a viaggiare in un altro momento della giornata. Secondariamente, egli utilizzerebbe i proventi per estendere la capacità stradale, facendo crescere il business con l’aumento della domanda. Basta vedere il comportamento delle compagnie telefoniche (cellulari o fibra ottica) per capirlo.

La proposta concreta per la A2 nel ristretto territorio sottocenerino? Come negli USA, costruire un secondo piano di autostrada tra Chiasso e Lugano Nord, un investimento stimabile in CHF 1,6 mrd. (35 km a CHF 45 mio. l’uno). Considerando un ammortamento al 2% e un costo finanziario del 5%, il proprietario dovrebbe conseguire una cifra d’affari annua di ca. CHF 110 mio. Se stimiamo 200'000 transiti al giorno (tra 60'000 frontalieri e 200'000 residenti sottocenerini), 5 giorni feriali e 47 settimane lavorative annue, potremmo attenderci 47 mio. di transiti locali all’anno, ossia un pedaggio medio per tratta sotto CHF 2,50. Le cifre possono variare, ma gli ordini di grandezza sono realistici e non stiamo considerando il traffico del weekend, delle vacanze, né quello di transito nord-sud. Nello spirito di sussidiarietà e di riduzione del peso dello Stato per giunta, tale progetto potrebbe essere fatto senza costo per lo Stato (Berna o Bellinzona) tramite una SA con azionariato popolare (pagherebbe dividendi del 5%!), alla quale si potrebbe pure concedere una qualche esenzione fiscale per scopo pubblico, essendosi sostituita allo Stato nella produzione stradale.

 

Paolo Pamini
ETHZ e Istituto Liberale

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